Dicembre 1, 2008...4:46 pm

Sottoscrivi anche tu! Ed ora un progetto politico aperto, unitario e inclusivo

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Le consultazioni Primarie del 21 novembre hanno portato all’elezione delle Assemblee Regionali e Nazionale dei Giovani del Partito Democratico, come anche del Segretario Nazionale.
Tutti i ragazzi e le ragazze che si sono candidati sui territori hanno espresso una loro visione del mondo, hanno voluto valorizzare le proprie attitudini e si sono consapevolmente fatti carico di alcune responsabilità.
Su di loro – su di noi – si basa ora la costruzione di quel “qualcosa di grande” che sono i Giovani Democratici come gruppo, come associazione, come organizzazione, come movimento, come parte di un Partito per vivere e fiorire ha bisogno di un impegno incessante e capillare.
Le Primarie sono state anche un confronto libero e aperto fra diversi modi di interpretare il nuovo, il cambiamento, l’essere riformisti e democratici. Questa fase del confronto, spesso anche duro, ha raggiunto il suo apice nella dialettica fra i candidati alla carica di Segretario Nazionale: Dario Marini, Fausto Raciti, Salvatore Bruno e Giulia Innocenzi.
La “gara” si è conclusa e tutti noi siamo i vincitori. Più di 100 mila giovani italiani hanno con la loro firma sancito la nascita di un’esperienza storica. Ora è il momento di rimboccarsi le maniche, di dare precedenza a ciò che ci unisce, di riconoscere l’appartenenza, su un piano di uguale dignità, di ogni ragazzo e ragazza che si definisca “democratico/a”.
E’ tempo di portare avanti un percorso politico aperto, unitario e inclusivo. Una sintesi che valorizzi il meglio delle esperienze culturali di ciascuno.
Condividiamo gli stessi valori, e nella vita quotidiana percepiamo allo stesso modo “ciò che non va” di questo Paese: la sua fragile democrazia, il suo sistema economico al collasso, l’intolleranza e il populismo dirompente, l’insostenibilità della sua classe dirigente.
Io accetto la sfida. Ciascuno dia il suo contributo, dica ciò che pensa, si senta parte di un progetto vero e duraturo. Uniti possiamo farcela.

Sottoscrivi anche tu!

I primi firmatari…

Dario Marini, Alessandro Coccolo, Federico Giacomazzi, Alessandro Bruschi, Nicola Luigi Bragazzi, Dario Ballini, Simone Callisto Manca, Emanuele Uguccioni, Michela Borsa, Marco Lamperti, Danilo Piroli, Matteo Cinalli, Daniele Curcio, Matteo Gatto, Sara Strabla, Leonardo Tiengo, Alessandro Viganò, Enrico Rossi, Mattia De Benedittis, Giovanni Braga Dettoni, Eleonora Bellini, Francesca Ragno, Carmine De Lucia, Gianvito Rutigliano, Valeria di Gaspero, Eugenio Compagnoni, Gianluca Mimmo, Angelo De Lucia, Marco Usuai, Marcello Di Giovanni, Matteo Regazzo, Davide Lucchin, Francesco Canobbio, Nicolò Alberto Corrà, Francesco Bacchi, Dafne Milano, Giuseppe Stasio,  Giorgio Uberti, Antonio Iozzi, Lorenzo Giusti, Fabio Tesconi, Federico Pecetta, Debora Bedini, Paolo Minuto, Davide Masucco, Giulia Amedeo, Laura Panaro, Lorenzo Del Nero, Davide Barattini, Luca Picotti, Stefano Masucco, Andrea Baccioli, Nicolò Muraglia, Nicolò Piaggio, Francesca Bufelli, Annalisa Chirico,  Mattia Abdu, Rossella Pignataro, Chiara Rosati, Valentina Rosati, Daniele Pettinari, Teresa Marchese, Alessio Forte, Elia Francesco, Pace Fausto, Pace Salvatore, Martino Costantino, Galati Vito, Augurosa Maria Immacolata, Augurosa Nazzareno, Colacchi Salvatore, Colacchi Maria Rosa, Nano Vincenzo, Stilo Giuseppe, Liberto Salvatore, Liberto Maddalena, Scangiaterra Antonio, Augura Francesco, Sergi Francesco, Colacchi Saverina, Policaco Pasqualina, Scordamaglia Maria, Brogna Fabio, Fabrizio Gregorio, Galloro Michele, Imineo Enzo, Pupo Cosimo, Perri Vito, Arcella Francesco, Maccarrone Giuseppe, Suriano Angelo, Barba Maria Rosaria, Lo Scavo Antonella, Montenegro Giovanni, Telesa Francesco, Telesa Marianna, Barba Francesca, Barba Giovanna, Mari Francesca, Ventrice Anna, Barba Antonio, Loberto Francesco….

3 Commenti

  • Ciao Dario,
    i have a dream! Sogno che un giorno potrò finalmente credere in qualcosa, sogno che un giorno la politica italiana sia vicina ai giovani, sogno che un giorno l’individualità e l’indifferenza non sia un abitudine comune, sogno che un giorno si possa ancora sognare in qualcosa.

  • Dobbiamo portare i giovani ad occuparsi di politica, la forma più alta di carità. In un mondo dove le ingiustizie abbondano e dove nei posti di potere sono sempre i soliti vecchi, noi abbiamo il dovere di occuparci di questi problemi, prendere in mano la situazione, non solo indignarci a parole, ma andare avanti con i fatti conquistando un posto da protagonisti nella politica, per il bene del nostro paese.

  • Ragazzi però l’unica è lavorare sodo, cominciando dal ri-coinvolgere le donne che sono pochissime (almeno dalle mie parti). Eppoi, come c..avolo facciamo a cambiare la situazione imbalsamata del partito se non abbiamo l’ambizione di parlare non come “giovani” ma come “giovani adulti”, insomma non solo come paradigma dell’aperitivo e delle feste ma anche come gente che vuole studiare… lavorare… fare figli. A volte penso che i giovani democratici sia una camera di contenimento contro l’innovazione, ci piazziamo li anche se abbiamo più di 25 anni e giovanigiovani non siamo più. Vuoi scrivere il piano regolatore? aspetta vent’anni e forse, se hai i contatti con le lobby edilizie, potrai partecipare anche tu. Ma se volessimo fermare (adesempio) lo sfascio edilizio prima di dover dire ai nostri figli che non potevamo fare niente perché eravamo troppo “giovani”?


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