
Sono partito qualche mese fa, dalla rete, da Facebook , per condividere un percorso nuovo, per costruire finalmente un’organizzazione giovanile che riuscisse a creare le condizioni – politiche, culturali – per affrontare in modo diretto e democratico i problemi della nostra generazione, senza nascondersi dietro un dito e senza al tempo stesso pretendere di dare risposte assolute.
Ci troviamo qui oggi, in un contesto nazionale ed internazionale problematico. Ogni giorno c’è qualcuno pronto a ricordarci che “c’è la crisi”. La crisi, quasi fosse uno stato mentale più che una condizione di ostacoli e di sfide che le parti deboli del Paese – proprio come noi – sentono già da tempo e che sentiranno con accenti ancora più duri nei prossimi mesi.
Mi sono candidato, perchè ho ritenuto e ritengo possibile che l’organizzazione giovanile sia molto più di un movimento, molto più che una palestra. Ma, anzi, il luogo principale di elaborazione politica.
E’ arrivato il momento di costruire insieme un’organizzazione plurale e unitaria in grado di creare sintesi, e che vede nell’essere squadra il suo punto di forza.
Non siamo interessati alle correnti e alle divisioni interne, abbiamo un obbiettivo: costruire un progetto lungo che guarda alla società del 2020.
Dobbiamo porci come una generazioni di cittadini liberi e forti che vogliono ridare a questo Paese, l’Italia, un futuro vero. Per far questo, però, dobbiamo investire il nostro tempo in un’organizzazione .
Un’organizzazione libera, significa prima di tutto, darci delle regole chiare e spazi di elaborazione politica vivi.
Sono felice di poter dialogare con molti giovani con grande franchezza, consapevole del percorso unico che abbiamo condiviso all’insegna della competenza, dell’etica della responsabilità, della politica come percorso di crescita individuale.
Priorità:
La prima, costruire un’organizzazione vera, nazionale, ma al tempo stesso federale, che adotta il principio fondamentale della sussidiarietà.
La seconda, la voglia di non riproporre gli schemi del passato, voglia di risolvere i problemi senza preconcetti ideologici, vivendo nella società.
La terza, l’assoluta necessità di un ricambio generazionale, intendendo con questo non tanto l’aspetto anagrafico ma soprattutto la valorizzazione del merito, della competenza e della proposta politica, è così che si costruisce una vera organizzazione giovanile riformista.
Nella consapevolezza che non esistono automatismi e che tutte le cariche sono contendibili, ma io credo, che l’organizzazione giovanile possa fare la sua parte per il rinnovamento del nostro Partito.
Occorre valorizzare la partecipazione orizzontale, le autonomie locali e i territori perché è li che i giovani vivono.
Occorre costruire un grande percorso di formazione politica continuativa, perché una classe dirigente è tale se è consapevole della propria responsabilità.
E’ necessario costruire il futuro del Partito Democratico con nuove regole che tengano conto dei cambiamenti intervenuti nella società, nell’economia, nella cultura e nella politica.
La società. Chi ha avuto modo di viaggiare e di rapportarsi con giovani di altri Paesi si è certamente accorto che là fuori esistono mondi per molti aspetti sorprendenti. Mondi in cui i diritti costituzionali, ed in particolar modo il diritto ad una informazione libera e trasparente, alla sicurezza sul lavoro, ad un’educazione pubblica e privata che premi il merito sono garantiti.
Mondi in cui si riesce ad arrivare a fine mese, a portare avanti un proprio progetto di vita già a 20, 25 anni, in cui si può diventare padri e madri senza essere per questo licenziati.
Vogliamo costruire le condizioni, perché tutti i giovani di questo paese raggiunta la maggiore età, possano uscire di casa e costruire il proprio futuro.
Esistono Paesi, in cui lavorare a tempo determinato o fare degli stage formativi ed essere remunerati è normale. Vogliamo un salario minimo garantito, affinché il futuro di chi si impegna ed ha voglia emergere non possa essere messo in discussione.
Esistono Paesi, in cui università pubbliche e fondazioni convivono in un rapporto di simbiosi per garantire un’educazione di eccellenza, la giusta severità, professori preparati e vicini ai loro studenti. Rilanciare la qualità della formazione nel nostro paese perché è il sapere che crea sviluppo.
Esistono Paesi che, attraverso sistemi di alleggerimento fiscale, aiutano le piccole e medie imprese ad internazionalizzarsi e ad investire in innovazione, formazione e tecnologia. Vogliamo sperimentare e fare impresa e le istituzioni devono garantire a tutti quelli che hanno una buona idea di poter essere in condizione di realizzarla anche se non hanno una famiglia alle spalle che li sostiene.
Esistono Paesi, in cui investire nelle energie alternative non è considerato una perdita di tempo ne uno spreco economico. Vogliamo un livello
istituzionale che fino dagli enti locali sappia incentivare e rendere fruibile per tutti un sistema energetico sostenibile e pulito.
Esiste l’Europa, dove la pluralità di credi e di tradizione convive nel rispetto della tolleranza e dei principi costituzionali. Vogliamo rilanciare un’idea di Europa sociale dove il credo e la razza non siano un principio di discriminazione ma requisito per l’integrazione.
Abbiamo una grande responsabilità, costruiamo insieme una grande organizzazione giovanile, ciascuno dia il suo contributo, Fausto, il mio ci sarà.
Buon Lavoro a tutti.